In lettura: Mistica e coscienza. Vedere dentro, di Antonella Lumini, Edizioni Paoline, 2024.

Mi sono imbattuta nel lavoro di ricerca spirituale e pratica esicastica di Antonella Lumini per puro caso qualche anno fa. Mentre mi accingevo a scrivere l’introduzione critica ad un volume dedicato alla filosofia non-dualistica in un confronto tra la visione cristiana e quella dell’Advaita-Vedanta, ho scoperto che cuore della città di Firenze esiste una realtà di contemplazione, meditazione e introspezione che riproduce l’esperienza della Pustinia orientale. Questa realtà è guidata da Antonella Lumini a beneficio di chiunque si voglia accostare a questa pratica, in una fuga mundi cittadina che rigenera mente e cuore e permette di riconnettersi al mistero dell’Eterno in mezzo al caos della vita moderna. Da quell’incontro casuale ho voluto leggere l’allora recente La custode del silenzio che Lumini ha scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Rodari nel 2016 e mi sono letteralmente innamorata del percorso che Antonella racconta, propone, promuove e condivide. La ragione forse principale è la natura interdisciplinare, se possiamo così dire, ecumenica del progetto: integrare una pratica che attiene al Cristianesimo orientale nella propria vita spirituale, indipendentemente dalla confessione a cui si afferisce. Andare alle origini, mi è parso il messaggio sotteso a questo bisogno di riconessione con il Mistero facendosi aiutare da modalità di meditazione profonda cristiana antiche, da riscoprire e rivalutare.
In una recente incursione libresca presso il negozio Elledici annesso alla Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, cercando con curiosità tra i libri a scaffale nella sezione “mistica e spiritualità” ha catturato la mia attenzione il recente volume della Lumini, dal titolo “Mistica e coscienza. Vedere dentro” (2024). Già durante gli studi universitari avevo sviluppato un forte interesse per la mistica e la spiritualità femminili in ambito cristiano, specialmente negli addentellati cattolici, e la possibilità di respirare scritti più contemporanei e aperti all’integrazione di tradizioni diverse mi è sembrata un’occasione unica per ampliare le mie conoscenze e approfondire il percorso di ricerca spirituale continua intrapreso. Leggere questo tipo di scritti richiede un tempo dedicato congruo e attento ad ogni parola, perché ogni parola è densa e intrisa di significato e prospettiva. Al termine della lettura pubblicherò la recensione del volume sulle pagine di questo blog.
Riferimenti bibliografici
A. Lumini, P. Rodari, (2016), La custode del silenzio. “Io, Antonella, eremita di città”, Torino, Einaudi.
A. Lumini, (2024), Mistica e coscienza. Vedere dentro, Milano, Paoline Editoriale Libri.
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